Lo stress di questo particolare momento è dovuto principalmente all’ansia di ammalarsi e di perdere il lavoro. Si tratta di un meccanismo di difesa del corpo con il quale si deve imparare a convivere in alcuni momenti della vita. 
Gli impegni sempre impellenti, l’impossibilità di svolgere in modo normale alcune attività, la paura di non superare questo momento difficile e l’adattamento ai nuovi ritmi hanno portato a un notevole aumento di stress. Non è un caso che tosse e raffreddore si ripresentino in maniera continuativa quest’anno. Questi sintomi fisici, tipici dell’influenza, infatti, sono strettamente correlati all’aumento di stress.

 
Lo stato di tensione mentale dovuto ai problemi quotidiani lavorativi, personali o sociali è spesso identificato come fattore scatenante delle malattie più comuni. E’ proprio lo stress la causa principale da cui è necessario liberarsi per poter vivere una vita serena e rilassata anche in momenti particolari come quelli che stiamo vivendo in questo periodo. 

paura

Come lo stress agisce sul sistema immunitario 

Le situazioni che portano le persone a subire una forzatura innaturale come può essere una chiusura in casa per un lungo periodo o la paura di ammalarsi, portano a una forte tensione. Tale condizione tensiva non riguarda solamente il corpo, ma anche la mente. Il meccanismo che provoca lo stress nasce come difesa, se non addirittura sopravvivenza. Si tratta di un segnale di allarme che interviene in una situazione di pericolo reale. La tensione mentale si può definire come una condizione dinamica estremamente complessa in cui l’equilibrio della persona viene minacciato. Questa situazione è data dall’esposizione a elementi psicologici, fisici e immunologici che provoca una specifica reazione allo stress. 

Le situazioni che portano tensione emotiva e mentale agiscono anche a livello intestinale apportando cambiamenti alla flora batterica buona influenzando il sistema immunitario. Ansia e stress riescono ad attivare alcuni meccanismi che agiscono a livello ormonale e impediscono il rilassamento psicofisico tale da permettere di dormire serenamente. Inoltre questa situazione di alta tensione impedisce al cortisolo di abbassarsi nelle ore serali come avviene in situazioni normali. L’eccitazione data dalla tensione impedisce quindi di mettere corpo e mente in una condizione di rilassamento tale da poter dormire e riposare tutta la notte. Il motivo è la paura che abbassa le difese immunitarie e mette in allarme il sistema neurovegetativo. Più stiamo in allerta più l’ansia anticipatoria tende a bloccarci.


Le nostre emozioni in questo momento sono fortemente condizionate dalla situazione in cui ci troviamo e amplificate dalla limitazione della libertà personale. La percezione della realtà può cambiare molto nel momento in cui proviamo emozioni disfunzionali, ad esempio quando siamo agitati, la nostra percezione del rischio può cambiare grandemente. 

Quando lo stress non fa bene


Lo stress prolungato agisce negativamente sulla nostra salute ma per capire che cosa succede al nostro organismo dobbiamo fare i conti con il cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Il corpo umano non è fatto per sostenere alti livelli di stress per un tempo prolungato. Da parte delle ghiandole surrenali aumenta, in condizioni di intenso stress psicofisico,  la produzione di cortisolo.

Il cortisolo aumenta la glicemia e il rapido afflusso di zuccheri nel sangue si traduce in energia immediatamente disponibile, indispensabile alla reazione rispetto a una situazione di emergenza, tensione o pericolo. Il rilascio di questo ormone permette inoltre una minore percezione del dolore; modula l’attività del cuore influenzando la pressione arteriosa; stimola il sistema nervoso centrale a prendere decisioni rapide, senza lasciarsi paralizzare dall’ansia, e permette dunque una maggiore concentrazione. Tradotto in termini evolutivi, il cortisolo rappresenta un vero e proprio salvavita, in grado di condizionare le possibilità di sopravvivenza di un individuo in una situazione di pericolo. A patto però che resti entro limiti controllati. 


Di fronte ad alcuni stili di vita contemporanei, fatti di stanchezza e tensioni da lavoro, abitudine a una dieta squilibrata, poco sonno di notte e ritmi frenetici di giorno, emergono infatti gli aspetti negativi dell’azione del cortisolo. L’eccessiva produzione di questo ormone, determinata da stress cronico, comporta alti livelli di zuccheri nel sangue che promuovono l’insulinoresistenza (la scarsa sensibilità delle cellule all’assorbimento del glucosio che rimane quindi a livello ematico), l’abbassamento delle difese immunitarie, perdita di massa minerale ossea, diminuzione della funzione tiroidea, irritabilità ed ansia. 


Che cosa possiamo fare nel concreto per ridurre la produzione di cortisolo? Assodato che tutte le condizioni stressanti sono in grado di influenzare la secrezione di questo ormone, è importante cercare di fare la cosa più ovvia e difficile allo stesso tempo: cioè scongiurare le situazioni di stress. 
E mettere in pratica una serie di azioni positive per il nostro benessere psicofisico. Condurre uno stile di vita quanto più possibile sano: questo aiuterà anche a gestire meglio le situazioni stressanti che si presenteranno.

Curare l’alimentazione: la dieta è infatti in grado di influenzare la produzione di cortisolo. Esso viene secreto in quantità maggiori quando il proprio regime alimentare è ricco di proteine, ma anche un eccesso di carboidrati è in grado di influenzare negativamente il rilascio dell’ormone. 
Il sistema immunitario è influenzato negativamente dai livelli di cortisolo presenti nel sangue, a tal punto che, quando siamo stressati, si denota un calo delle nostre difese immunitarie.


Questo perché esiste una stratta correlazione tra cervello e sistema gastrointestinale, sono due organi che si parlano.
Il sistema nervoso centrale è il principale sistema nervoso del nostro organismo, il secondo sistema nervoso del nostro organismo è il canale alimentare che comprende un numero di neuroni pari o superiore a quello del midollo spinale.

Questi due sistemi nervosi hanno una grande indipendenza ma anche delle fortissime connessioni nervose, attraverso il sistema simpatico e parasimpatico. Il simpatico è quello che si attiva appunto durante il panico, è quello che attiva il sistema del “combatti o scappa” di fronte ad una situazione di pericolo, come davanti ad un animale feroce si deve decidere se scappare o combattere. A quel punto il sistema simpatico, ci allarga le pupille per vedere bene l’avversario, ci toglie il sangue dove non serve, per esempio dalla pelle e diventiamo pallidi, dai reni perché in quel momento non dobbiamo urinare, e ce lo porta al cuore e ai muscoli, perché dobbiamo combattere, e ci fa pompare forte il cuore per cui abbiamo una tachicardia.

Dall’altra parte se siamo rilassati prende il sopravvento il parasimpatico , che prevalentemente a livello dell’apparato digerente è il nervo vago che fa tutto il contrario: porta il sangue nei visceri, , è il momento in cui digeriamo bene, porta via il sangue dai muscoli, e tranquillizza il cuore, perché il cuore non avendo bisogno di combattere prende ad andare più lentamente. Lo stress si ripercuote immediatamente sul sistema digerente ancora prima che in qualsiasi altro organo.

Quindi è possibile che se si hanno disturbi a carico dell’apparato digerente e si soffre di panico o ansia , una volta risolti i primi possa risolversi totalmente o parzialmente anche il disturbo di panico o l’ansia o anche la depressione, ormai si sa che modificando aspetti che attengono alla salute dell’intestino si vanno a modificare secondariamente sia lo stato d’ansia che la depressione.

Un abbraccio,
Nirvana

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