Il sistema nervoso che regola l’intestino e può operare indipendentemente dal cervello e dal midollo spinale, è  chiamato sistema nervoso enterico o “secondo cervello” e utilizza per il suo funzionamento lo stesso tipo di cellule (o simili) e gli stessi messaggeri chimici (come i neurotrasmettitori) del cervello, ci consente di digerire ed eliminare i rifiuti ed avverte il cervello quando qualcosa non va. 

Il complesso sistema di scambio di informazioni fra il nostro intestino e il cervello è quindi in grado di collegare i centri emozionali e cognitivi con le funzioni intestinali periferiche. 

foto dal web

I messaggi viaggiano dall’alto verso il basso come per esempio quando vediamo qualcosa di appetitoso o sentiamo un buon odore, il nostro sistema digerente si prepara all’ingresso del cibo mentre quando ci sentiamo stressati o ansiosi potremmo percepire dolore addominale, nausea, diarrea o le famose “farfalle nello stomaco”. 

La comunicazione procede però anche nell’altra direzione, dall’intestino al cervello e un esempio può essere rappresentato dal fatto che spesso, quando mangiamo qualcosa che ci fa stare male, istintivamente evitiamo quel cibo a lungo.

Sebbene l’interesse per la salute di questa relazione sia stato oggetto di indagine scientifica negli ultimi decenni, l’idea della relazione fra l’alimentazione, le funzioni intestinali e il benessere dell’individuo è nota da secoli ed è affascinante pensare che già Ippocrate, padre della medicina moderna, oltre 2000 anni fa sembra asserisse che tutte le malattie partono dall’intestino. 

L’Asse intestino-cervello 

La comunicazione tra intestino e cervello è fondamentale per la salvaguardia della salute umana, è una comunicazione abbastanza complessa e avviene attraverso il nervo vago, il nervo più lungo del corpo umano. 

All’interno dell’intestino il sistema nervoso enterico è in grado di attuare funzioni come la peristalsi, la secrezione, così come la sensazione della nausea, ma ulteriori studi dimostrano anche che il microbiota ha un importante ruolo nell’attivazione dei precursori della dopamina (implicata nei circuiti del piacere e della ricompensa, ma anche nella genesi del morbo di Parkinson), e della noradrenalina prodotta nei casi di grandi stress psico fisici.

Poiché la relazione tra intestino e cervello è a doppio senso, se è vero che lo stato di salute dell’intestino si riflette sul cervello, è vero anche il contrario: periodi particolarmente stressanti possono incidere sul normale funzionamento dell’intestino con alterazioni della peristalsi (e conseguenti episodi ad esempio di stipsi o di colite) e della produzione di acidi, di enzimi, di ormoni.  

Allo stesso modo dieta e disordini intestinali possono avere ricadute sull’umore. 

Il microbiota intestinale è influenzato da molti fattori, tra cui dieta, esercizio fisico, farmaci e, a sua volta, ha un forte impatto su paura, stress e comportamenti alimentari. 

Molte condizioni come l’anoressia e l’obesità sono per esempio associate a un microbiota intestinale alterato e altri studi suggeriscono che i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale possono influenzare le funzioni cognitive. 

 Ciò significa che i due cervelli si influenzano reciprocamente, determinando il nostro stato di benessere psico-fisico.
Per esempio, stati di stress mentali e pensieri negativi attivano i circuiti dell’ansia e della paura provocando aumento della motilità intestinale, rilascio di citochine, aumento della sensibilità e infiammazione della mucosa intestinale. Ciò può determinare, per esempio, l’insorgenza della sindrome del colon irritabile o della malattia infiammatoria intestinale.
D’altro canto, stati di disbiosi intestinale determinano una carenza di serotonina a livello del sistema nervoso centrale, con insorgenza di depressione. 

Con lo stile di vita e l’alimentazione agiamo sulla salute dell’intestino, che ha sua volta influenza il cervello.

Dunque siamo noi, con lo stile di vita e l’alimentazione, i responsabili del mantenimento dell’equilibrio della nostra flora intestinale.  

Solo in condizioni di equilibrio (eubiosi) i microrganismi del microbiota stabiliscono un’interazione positiva con il nostro corpo. In caso di alterazione di questo equilibrio (disbiosi), si avrà, inevitabilmente, la produzione di sostanze dannose per il nostro corpo.  

L’organismo si ritroverà, infatti in uno stato d’infiammazione cronica, accompagnata da depressione, alterazione della peristalsi, gonfiore addominale e tutta una serie di patologie connesse a un aumento della permeabilità delle pareti intestinali, per il passaggio di residui tossici non digeriti nella circolazione sanguigna. 

Lo stress 

Anche lo stress influisce direttamente sull’asse intestino-cervello e quando è prolungato si innescano una serie di segnali che provocano il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori come cortisolo, adrenalina e norepinefrina. Questi ormoni influenzano negativamente la composizione del microbiota intestinale e addirittura aumentano la crescita e la carica virulenta dei batteri. Inoltre, a loro volta, i batteri intestinali possono rispondere allo stress producendo sostanze che provocano l’infiammazione nel sistema nervoso centrale e anche ormoni e neurotrasmettitori, alterandone quindi le importanti funzioni. 

Dati i notevoli danni che lo stress comporta all’organismo, è necessario imparare a gestirlo nel modo più appropriato.
È possibile agire in vari modi per regolare la quantità di stress che ci affligge, normalizzando le nostre abitudini e la nostra dieta ma anche agendo in profondità sui nostri ritmi quotidiani e sul modo di rapportarci alla vita. 

Praticare un’attività benefica per il corpo e per la mente, come la meditazionela respirazione,  il Tai Chi o lo yoga, e trascorrere più tempo in mezzo alla natura, sono attività che diminuiscono gli effetti negativi sulla motilità gastrointestinale, sulla secrezione acido-gastrica, sulle mucose intestinali e sulla crescita batterica. 

L’intestino ha un ruolo sempre più importante nel definire il benessere psicofisico. 

Gli studi su come la diversa composizione del microbiota influenzi la comunicazione tra cervello e intestino sono solo all’inizio, ma i risultati sono sufficienti per indicare che un’alimentazione equilibrata favorisce la presenza di popolazioni batteriche utili a mantenere in salute non solo il tratto intestinale, ma anche tutto l’organismo.

Un abbraccio e a presto
Nirvana

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