Influenza, raffreddore, otite, laringite, tonsillite, sinusite, bronchite, ecc., sono comunemente definite “malattie da raffreddamento”. Assai frequenti durante la stagione invernale, di esse ci si può ammalare anche in altri periodi, come ad esempio d’estate, spesso in relazione all’uso dei condizionatori d’aria e agli sbalzi caldo-freddo che ne derivano.  

Le variazioni repentine di temperatura contribuiscono infatti ad abbassare le difese immunitarie, aumentando la percentuale di successo da parte degli attacchi dei virus ambientali.  

Le ragioni per cui i virus influenzali si sviluppano e si diffondono più facilmente in inverno possono essere le temperature fredde e il clima asciutto associati ad altri motivi ambientali che facilitano la trasmissione dei virus influenzali. 

L’aria asciutta degli ambienti chiusi facilita la disidratazione della mucosa nasale e indebolisce una delle prime barriere difensive del nostro organismo nei confronti dei virus respiratori favorendo così la proliferazione degli agenti patogeni all’interno del tratto respiratorio superiore. 

Nel tentativo di difendersi, l’organismo innesca un insieme di processi che portano a sintomi tipici: infiammazione, edema, produzione di muco, starnutazione, congestione, irritazione, rialzo febbrile, ecc. Se è senza dubbio vero che gli sbalzi di temperatura facilitano la propensione all’infezione, il responsabile di tale fragilità è in realtà da ricercarsi nel disequilibrio della risposta immunitaria di ciascuno di noi. 

LE CAUSE VANNO CERCATE A LIVELLO IMMUNITARIO 

L’equilibrio del sistema di difesa dell’organismo, determinato dalla flora batterica e dal sistema immunitario, è di fondamentale importanza nella prevenzione e nella lotta delle affezioni stagionali.
Una flora microbica integra e vitale, a partire dall’intestino, è condizione indispensabile per il mantenimento di un sistema immunitario in equilibrio, in grado di contrastare efficacemente qualsiasi tipologia di “attacco” microbico. 

Purtroppo la flora batterica fisiologica, in particolare quella intestinale, è fortemente minata dallo stile di vita tipico di questi tempi, caratterizzato da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri, di carboidrati raffinati, di proteine animali, ecc., oltre che dagli inquinanti presenti nell’ambiente, dai metalli pesanti, dall’abuso di farmaci (soprattutto antibiotici), dall’eccesso di vaccinazioni, ecc.
Tutto ciò incide pesantemente, giorno dopo giorno, sull’equilibrio e sulla salute della flora batterica fisiologica, innescando uno stato di disbiosi che si traduce inevitabilmente in un “terreno” individuale inefficiente nel contrastare le infezioni, di qualsiasi natura esse siano.
Alla base di ogni problema di salute vi è perciò sempre un “terreno” individuale inefficiente, caratterizzato dalla flora batterica intestinale in disbiosi e dal disequilibrio immunitario. 

Pur essendo noto, a livello scientifico, il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione e nella risoluzione delle affezioni stagionali, la medicina moderna si è focalizzata sui singoli agenti microbici causali, tenendo poco o per nulla in considerazione l’importanza di promuovere un sano “terreno” individuale. 

Spesso si fa ricorso agli antibiotici, che nulla possono nei confronti dei virus, ma sono prescritti spessissimo anche per una banale influenza (che è appunto di origine virale), con la scusa di “evitare sovrainfezioni batteriche”. Il risultato è invece quello di indebolire ancor più le difese!
L’uso dell’antibiotico andrebbe riservato ai casi di effettiva necessità, invece se ne abusa, depauperando la flora fisiologica, esponendo a recidive e reinfezioni e contribuendo alla formazione di pericolosi ceppi resistenti.  

Nonostante le conoscenze attuali relative ai danni da antibiotici e malgrado i ripetuti appelli anche da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla necessità di contenere le prescrizioni di tali farmaci, l’abuso e il cattivo uso degli antibiotici continua, anche se potrebbe e dovrebbe essere evitato, grazie anche all’impiego di alternative naturali di provata efficacia e sicurezza.  

IL BUON CARO VECCHIO RAFFREDDORE 

L’infezione delle mucose nasali da parte di alcune particolari categorie di virus influenzali, è la causa scatenante del raffreddore comune. Se trovano le condizioni favorevoli, i virus attaccano le cellule delle prime vie respiratorie provocando infiammazione, dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale, richiamo di liquidi e sovrapproduzione di muco.
Queste tipiche manifestazioni rappresentano la risposta difensiva dell’organismo che cerca di eliminare ciò che ha turbato l’equilibrio della mucosa. La massima capacità virulenta dei virus si ha intorno ai 33° C. A 37° C, invece, diventano inattivi. Questa caratteristica spiega l’incapacità di tali virus di sopravvivere all’interno dell’organismo e restringe il loro campo d’azione alle mucose respiratorie nasali, specialmente quando la temperatura esterna si abbassa, esponendo le suddette mucose ad un brusco calo di temperatura. Ecco la ragione del nome “raffreddore” o malattia “da raffreddamento”. 

Il raffreddore è estremamente contagioso sia perché i virus sono facilmente disseminabili nell’ambiente attraverso le goccioline dello starnuto, sia perché essi mutano con estrema rapidità eludendo ogni anticorpo che l’organismo può avere sviluppato nei confronti dei virus della stagione precedente. La memoria immunitaria dell’organismo nei confronti dei virus, in particolare dei virus influenzali, vale ben poco di fronte alla loro straordinaria capacità mutante. 

FATTORI PREDISPONENTI E POSSIBILI COMPLICANZE 

La possibilità di contrarre il raffreddore aumenta quanto più il sistema immunitario dell’organismo è debilitato.
L’alimentazione povera di vitamine e ricca di zuccheri, latticini e cibi raffinati in genere, lo stress, l’assunzione frequente di medicinali (in particolare antibiotici o decongestionanti nasali) contribuiscono a rendere più fragile l’organismo nei confronti dell’attacco virale.
Generalmente il raffreddore si risolve nel giro di 10-14 giorni. Se però il muco diventa stagnante, a causa dell’alterata funzionalità delle ciglia vibratili della mucosa, l’infiammazione può estendersi ad altri distretti delle vie aeree superiori portando a sinusiti, otiti, tracheiti ecc. 

L’APPROCCIO NATURALE ED EFFICACE 

Per risolvere definitivamente la comune e diffusa problematica del raffreddore, la natura può però ancora una volta essere di grande aiuto 

La natura può aiutarti con: 

Estratto di semi di Pompelmo: agisce sui virus, inibendoli direttamente.  

Prunella vulgaris: l’estratto di questa pianta ha dimostrato attività antivirale diretta nei confronti dei virus influenzali di tipo A  

Echinacea purpurea: il suo fitocomplesso vanta attività antivirale verso i virus influenzali 

Sambuco (Sambucus nigra): l’estratto delle bacche di Sambuco ha dimostrato straordinarie attività antivirale sia diretta, andando a inibire l’attacco degli antigeni virali sia indiretta 

Altea: rimedio d’elezione per le vie respiratorie. 

Timo serpillo: la sua azione più importante è quella espettorante che viene impiegata con successo nella terapia delle affezioni catarrali delle vie respiratorie.  

Cipresso: in particolare è uno straordinario antinfiammatorio e balsamico e contribuisce al ripristino delle condizioni fisiologiche della mucosa nasale, donando rapido sollievo ai sintomi da raffreddamento.

Calendula: proprietà antinfiammatorie e decongestionanti.  

Drosera rutundifolia: azione broncorilassante. 

Enula campana: è dotata di proprietà secretolitiche,  

Pino mugo: azione antisettica, balsamica e secretolitica che manifesta la loro attività esclusivamente sull’apparato respiratorio. 

RAFFREDDORE e STILE DI VITA 

ALIMENTI DA ELIMINARE 

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc. 
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”. 
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt). 
  • Carne rossa. 
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati). 
  • Caffè, tè. 
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici. 
  • Sale raffinato. 
  • Alcolici. 

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA 

  • Carne bianca (biologica). 
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni. 
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati. 
  • Tè comune e tè verde. 

ALIMENTI DA PREFERIRE 

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante. 
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno). 
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave). 
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.). 
  • Tofu, tempeh. 
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.). 
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole). 
  • Sale integrale. 
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia. 
  • Alghe (Kelp). 

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE 

  • Promuovere il consumo di alimenti contenenti Zinco, minerale che migliora fortemente la funzionalità immunitaria e possiede una diretta attività antivirale anche nei confronti dei diversi virus responsabili del raffreddore. I cibi in oggetto sono: semi di zucca, noci, mandorle, grano saraceno, cereali integrali, pesce e legumi (soprattutto i ceci). Quest’ultima categoria di alimenti è anche fonte preziosa di Selenio, antiossidante che contribuisce altresì alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie. 
  • Per l’azione detossificante, che in caso di affezione è sempre opportuno sostenere, consumare agrumi (in particolare limoni e pompelmi), finocchio, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa, etc.), carciofi, cardi e cicoria. Cereali integrali (unitamente ai già menzionati legumi), poichè fonti di fibre che favoriscono l’eubiosi intestinale. 
  • Promuovere il consumo di topinambur, cipolle, carciofi, cicoria in quanto fonti di inulina (fibra che costituisce il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora benefica intestinale). Per la ricchezza di Vitamina C e Bioflavonoidi consumare, oltre agli agrumi e agli ortaggi della famiglia delle crucifere, anche carote, zucca, kiwi verdi, kiwi gialli, castagne, mirtilli, ciliegie, ribes, lamponi, ricchi pure di minerali che, in sinergia con le vitamine, rinforzano il sistema immunitario e prevengono l’attecchimento degli agenti patogeni. 
  • Per l’azione sfiammante: l’orzo. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. 
  • Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella, zenzero (radice ricchissima di oli essenziali, resine e mucillagini che conferiscono un effetto antinfiammatorio ed antipiretico naturale; può essere consumato come infuso: non si deve far altro che tagliarne un piccolo pezzetto aggiungerlo nella tazza di acqua bollente, lasciarlo in infusione per 3-5 minuti e berlo a piccoli sorsi). 

BEVANDE 

  • Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. 
  • Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale). 

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE 

  • Riposare adeguatamente. Non assumere alimenti controvoglia (in questi giorni mangiare non è indispensabile). Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, decongestionanti nasali, cortisonici, antipiretici, antinfiammatori). 
  • Evitare di frequentare ambienti chiusi ed affollati. Non esporre le mucose nasali a bruschi sbalzi di temperatura. Evitare il fumo, anche quello passivo. Per diminuire il rischio di contagio è opportuno, soprattutto dopo essersi soffiati il naso o aver tossito/starnutito, lavarsi le mani accuratamente. Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce  
  • Quando si è raffreddati è importante evitare l’aria secca causata dal riscaldamento. La soluzione migliore è umidificare l’aria, disponendo una vaschetta piena d’acqua sui caloriferi, oppure utilizzando un apposito umidificatore se si vuole aggiungendo anche degli oli essenziali; è inoltre importante aerare ogni giorno le stanze frequentate da chi è raffreddato. 
  • Aumentare il consumo di liquidi per rendere più fluido il muco infetto e favorirne l’eliminazione.

Un abbraccio,
Nirvana

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