Flora batterica

Centinaia di migliaia di miliardi di cellule che convivono nel nostro corpo, dando un contributo decisivo alle nostre funzioni vitali, questa è la flora batterica intestinale che negli ultimi anni si preferisce chiamare microbiota.

 
Il microbiota è l’insieme di microorganismi che vivono stabilmente in alcuni dei nostri organi e tessuti, la maggior parte nell’intestino. Si tratta di batteri, lieviti e anche virus, determinato in parte geneticamente (ed ereditato parzialmente dalla madre durante il parto e l’allattamento) e in parte dall’ambiente in cui viviamo. Svolge per noi una serie di funzioni fondamentali in una vera e propria simbiosi. E’ popolato da circa 1000 specie diverse che in totale arrivano a pesare circa 1,5kg. La sua alterazione patologica (o “disbiosi”), dovuta all’alimentazione, a farmaci e ad altri fattori esterni, contribuisce ai sintomi o addirittura all’instaurarsi di alcune malattie.

immagine dal web

Nascita del microbiota 

Il neonato ottiene la sua prima flora batterica dalla contaminazione con l’ambiente in cui nasce anche se alcuni studi hanno dimostrato come la colonizzazione batterica intestinale inizi già durante la gravidanza. Alcuni microorganismi con cui viene a contatto il feto provengono dall’intestino materno e giungono tramite la placenta e il liquido amniotico.

La maggior parte dei batteri entra a contatto col neonato durante il parto naturale, l’allattamento e il contatto con le altre persone e l’ambiente.Il microbiota intestinale cambia nel tempo e si sviluppa in tre fasi: fase di sviluppo: dalla nascita all’anno di vitafase di transizione: dai 12 ai 30 mesifase stabile: si forma al massimo fino ai 3-4 anni e sarà quello che ci accompagnerà per tutta la vita. 


Il primo anno di vita è cruciale per lo sviluppo del microbiota intestinale e l’allattamento al seno è il principale fattore a influenzare la sua composizione. 
Infatti al bambino, passando per il canale vaginale, mucosa ricca di specie batteriche benigne, il contatto con l’apparato escretore, e successivamente con l’allattamento, viene fornito il microbiota necessario per evitare le disbiosi infantili e per garantire, oltre agli anticorpi, un’immunità necessaria per sopravvivere ai primi mesi di vita, sicuramente più delicati.

immagine dal web

Funzione del microbiota  

Tra le varie funzioni c’è quella di garantire lo sviluppo corretto del sistema immunitario a partire dalla nascita. Il microbiota ha lo scopo di addestrare e tenere pronte le immunoglobuline al riconoscimento dei batteri non appartenenti al corredo microbiologico sano. La corretta formazione di un sistema immunitario comprende inoltre il riconoscimento dei batteri “buoni”, ovvero quelli necessari al fine di mantenere l’eubiosi, ma anche la capacità di identificare l’eccesso o il difetto di tali batteri e di agire di conseguenza, trattandoli come patogeni. 


La funzione del microbiota è tanto importante da essere considerata essenziale alla sopravvivenza. Esso è profondamente dipendente da una condizione di equilibrio (eubiosi), che, se alterata, porta a conseguenze estremamente gravi, che talvolta si rivelano letali. 


È dunque assolutamente da sfatare il mito dei batteri visti come entità esclusivamente patogene, poiché è grazie a loro che alleniamo il nostro sistema immunitario a difenderci dalle vere minacce, ed è grazie a loro se riusciamo a metabolizzare dei nutrienti essenziali per i quali non avremmo enzimi necessari a completare il processo di digestione. 

Sistema immunitario e ambiente 

Inoltre vivere in un ambiente ai limiti dell’asettico è dannoso per il nostro sistema immunitario, soprattutto per quello dei bambini che invece dovrebbe allenarsi a reagire in modo corretto agli stimoli esterni. Non venire a contatto con i microrganismi, per lo più innocui, che popolano le superfici, gli alimenti o che sono nell’aria perché si disinfetta il mondo attorno al piccolo aumenta la probabilità che il suo sistema immunitario risponda poi in maniera anomala a sostanze del tutto normali, aumentando così la possibilità di sviluppare allergie. 


I bambini devono sporcarsi, non si tratta però di vivere nella sporcizia, ma di lasciare che i bimbi possano venire a contatto con i germi sporcandosi durante il gioco, stando all’aperto, frequentando i loro coetanei . 
Quando l’organismo del bambino incontra batteri e virus, infatti, produce anticorpi, mentre i piccoli che non hanno contatti con i coetanei perché non vanno al parco giochi o all’asilo sono più esposti ad allergie di vario genere. 


Ammalarsi da piccoli, quindi, è, in un certo senso, il prezzo da pagare per avere un organismo forte e non dover combattere a vita contro dermatiti allergiche, asma o intolleranze alimentari.

Un abbraccio e a presto
Nirvana

2 commenti
  1. Giorgio Carbonari
    Giorgio Carbonari dice:

    Interessante per i contenuti, coinvolgente per l’insieme dei temi trattati, stimolante per conoscere ciò che normalmente dovremmo sapere, sottovalutando che siamo già in natura una macchina perfetta.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *