Ingredienti dannosi nei cosmetici: quali sono e come possiamo evitarli?


In questo post approfondiremo l’argomento sugli ingredienti più dannosi, che sarebbe bene assicurarsi che non siano presenti all’interno dei cosmetici che intendiamo acquistare.

PARABENI: I parabeni sono una classe di composti organici utilizzati come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare per le loro proprietà battericide e fungicide.
I parabeni penetrano nella pelle e nei tessuti corporei senza il passaggio attraverso il processo digestivo, per cui queste sostanze permangono intatte all’interno del tessuto.
I sei principali parabeni che si possono trovare nelle formulazioni in commercio sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, benzylparaben, isobutylparaben, isopropylparaben e benzylparaben.
Da un lato i parabeni provocano reazioni allergiche, irritazioni cutanee, orticaria, dermatiti e allergie cutanee in soggetti predisposti, soprattutto dopo un contatto prolungato (quindi, ad esempio, se si utilizzano quotidianamente molti prodotti per la cura personale contenenti parabeni) e in seguito all’esposizione alla luce del sole.
Non provocano tuttavia effetti pericolosi per la vita, come lo shock anafilattico.
Dall’altro lato, alcuni parabeni hanno il potenziale di agire come ormoni, in particolare come gli estrogeni presenti nel corpo femminile.
I test in vitro e in vivo su animali da laboratorio hanno dimostrato che i parabeni hanno un’azione simile a quella degli ormoni naturali.
É stato dimostrato che i parabeni penetrano nella pelle e possono essere rintracciati nel sangue anche per qualche minuto dopo l’applicazione.
Inoltre, l’uso cosmetico di queste sostanze comporta la penetrazione nei tessuti corporei senza il passaggio attraverso il processo digestivo, per cui queste sostanze permangono intatte all’interno del tessuto.

SILICONI:  Sono composti a base di silicio che non si trovano in natura.
Molte aziende cosmetiche, invogliate dalle numerose proprietà idrorepellenti, antistatiche e duttili dei siliconi nonché dalle loro capacità di resistenza alle alte temperature e al tempo, impiegano fortemente nei loro prodotti tali elementi. 
Generalmente, il loro nome termina con –thicone, -one, -ane.
Quelli che si possono trovare più frequentemente sono il dimethicone, l’amodimethicone, il cyclomethicone, il Cyclopentasiloxane (soprattutto nel make up) e tutti quelli terminanti con –siloxane o –silanol.
Creano una pellicola protettiva sulla cute e avvolgono il fusto dei capelli impedendo all’umidità e all’acqua di fuoriuscire.

Inoltre sono idrorepellenti, cosa che li rende particolarmente utili in quei prodotti che devono resistere all’acqua e stendersi uniformemente, come le creme solari e i trucchi (primer, fondotinta, ombretti); inoltre non penetrano nella pelle, ma si limitano a restare in superficie.

Se questi sono i vantaggi, perché negli ultimi anni sono stati considerati nocivi per la salute e la bellezza?
In realtà le loro caratteristiche positive sono anche i loro difetti più grandi.

Limitandosi a formare una pellicola sulla superficie di pelle e capelli, a lungo andare possono impedire la loro normale ossigenazione e idratazione: l’acqua non può uscire, ma non può nemmeno entrare. Stessa cosa per le sostanze nutritive che vanno a prendersi cura della bellezza e della salute.
La sensazione di una pelle vellutata e di capelli disciplinati e lisci in realtà è solo apparente: la pellicola siliconica li riveste ma non li nutre, come invece farebbero un olio o un burro vegetale.
Ne consegue che, con il tempo, queste sostanze tendono ad occludere i pori e a favorire brufoli, punti neri e grani di miglio. I capelli, invece, tenderanno a diventare flosci e pesanti e si sporcheranno con maggiore facilità.

Un altro punto a sfavore dei siliconi è il fatto che non sono biodegradabili. Ovviamente più in alto sono posti nell’INCI, maggiore sarà la quantità presente nel cosmetico.

È possibile sostituire queste sostanze con delle alternative naturali ed ecobio?
Si possono utilizzare oli e burri vegetali, che proteggono la pelle e i capelli dalla disidratazione e al tempo stesso li nutrono e li ristrutturano.

EFFETTI NEGATIVI DEI SILICONI SUI CAPELLI
I prodotti come shampoo e balsami che contengono siliconi rivestono il fusto dei capelli coprendone completamente le squame e donandogli un aspetto setoso e vellutato. Il capello però viene rivestito da questa pellicola che non è assolutamente curativa ma copre solo gli inestetismi. Sotto di essa il capello continua inesorabilmente a rovinarsi. A lungo andare, poi, i siliconi leggeri seccano i capelli ed aiutano l’insorgere delle doppie punte. I siliconi pesanti invece afflosciano i capelli. Se questo non bastasse, tendono ad appesantirli costringendo a lavaggi frequenti. L’effetto che si ottiene con i prodotti che contengono siliconi è quindi solo e puramente estetico.

EFFETTI NEGATIVI DEI SILICONI SULLA PELLE
I siliconi presenti in creme, rossetti e sieri producono sull’epidermide una pellicola che la rende liscia, morbida e tirata. In poco tempo però la pelle diventa secca, squamosa e piena di punti neri. E’ la sua reazione normale nei confronti di una pellicola che la riveste e non la fa respirare.
I siliconi, infatti, contribuiscono a cerare una specie di occlusiva sull’epidermide e l’effetto è pari a quello di una pellicola di plastica appoggiata sulla pelle.

PETROLATI: Il petrolato, o vaselina o gel di petrolio, è una gelatina ottenuta dal petrolio per raffinazione. Si ottiene dai residui della distillazione del petrolio rimasti dopo la totale evaporazione dell’olio. I cosmetici con petrolati creano una barriera tra l’ambiente esterno e la pelle.
Sono agenti filmanti che danno una sensazione di levigatezza alla pelle. Inoltre, sono utilizzati per il loro effetto emolliente.
I petrolati si riconoscono nell’INCI con questi nomi: MineralOil, ParaffinumLiquidum, Petrolatum, Propyleneglycol, Isopropyl, Vaselina, Cera microcristallina.

I petrolati sono degli idrocarburi, sostanze che derivano dagli scarti di raffinazione del petrolio. Nella cosmesi vengono utilizzati i cosiddetti “petrolati bianchi”, raffinati e liberi dalle impurità della lavorazione.

Al pari dei siliconi, vengono utilizzati soprattutto nelle creme, nei bagnoschiuma, negli shampoo e nei trucchi come agenti protettivi per evitare la disidratazione della pelle.

Come agiscono? Creano sulla pelle una vera e propria pellicola protettiva, che evita la disidratazione impedendo all’acqua presente nelle cellule di evaporare.
Inoltre la loro consistenza fa sì che la pelle si presenti liscia e setosa.
Questa sensazione, però, è soltanto momentanea: infatti non nutrono la pelle, ma si limitano semplicemente a ricoprirla con uno strato oleoso.
La loro caratteristica filmante è però anche uno dei loro più grossi difetti: infatti impediscono non solo all’acqua di uscire, ma anche all’ossigeno di entrare, andando a interferire con la normale respirazione cutanea e permettendo a microorganismi e batteri di proliferare al di sotto del loro film protettivo.
Si tratta inoltre di sostanze comedogene: chiudendo i pori, favoriscono la formazione di punti neri, brufoli e altre imperfezioni.

I petrolati sarebbero dunque da evitare non soltanto per i problemi che possono creare alla pelle, ma anche per l’impatto negativo che possono avere sulla salute e sull’ambiente.
Alcune di queste sostanze, infatti, sono state catalogate come cancerogene di tipo 2, come la vaselina, tanto è vero che chi le produce per uso cosmetico deve certificare che non contengano più del 3% di impurità pericolose.

Inoltre, essendo derivati chimici dal petrolio, sono altamente inquinanti in quanto non biodegradabili. Essendo utilizzati anche in shampoo e bagnoschiuma, quando questi prodotti vengono risciacquati finiscono nelle fogne e da lì nei fiumi e nei mari.

SLES & SLS: sono i tensioattivi che fanno la schiuma e ci danno la sensazione di deterso ma sono molto inquinanti come il SodiumLaurethSulfate.
Il SodiumLaurylSulfate (SLS) e il SodiumLaurethSulfate (SLES) sono dei tensioattivi, ovvero delle sostanze che hanno il compito di “sciogliere” lo sporco grasso per facilitarne l’eliminazione attraverso il risciacquo.

In tutti i detergenti (bagnoschiuma, docciaschiuma, shampoo, saponi, etc) sono presenti dei tensioattivi, alcuni possono essere di origine vegetale, altri di origine chimica.

SLS e SLES sono molto economici e producono moltissima schiuma, due caratteristiche che li rendono molto usati nei prodotti per la pulizia del corpo.
Possono derivare anche da materie prime vegetali (olio di palma, di colza, etc), ma sono poi comunque sottoposti a un processo chimico.
Il SodiumLaurethSulfate, come indica il suffisso -eth, è un etossilato, ossia un prodotto a cui sono state aggiunte alcune molecole di ossido di etilene (derivato del petrolio).

SLS e SLES: sono pericolosi?

Benché sia stata smentita la notizia che indicava questi ingredienti come cancerogeni, ci sono comunque ancora molti dubbi e preoccupazioni sul loro uso.
Sono infatti due prodotti piuttosto aggressivi, perché insieme allo sporco tendono a “lavare via” anche buona parte dello strato lipidico di protezione della pelle.
Questo vale soprattutto per SLS, anche se questo ingrediente ha un impatto ambientale migliore rispetto a SLES, che però risulta meno aggressivo.
Inoltre sono sostanze alcaline e tendono a rendere temporaneamente basico il pH della pelle. Al nostro corpo occorrono diverse ore per riportare tutto alla normalità.

Sono sconsigliate per le persone che hanno la pelle secca o particolarmente sensibile e anche per l’uso quotidiano: a meno di non sporcarsi completamente di olio o di grasso tutti i giorni, la cute non ha bisogno quotidianamente di un lavaggio così aggressivo.

Anche per quanto riguarda i capelli occorre prestare attenzione: uno shampoo troppo “estremo” non soltanto tende a disidratale il cuoio capelluto, ma crea anche l’effetto contrario a quello voluto. La cute infatti, sentendosi “scoperta”, tende a produrre più sebo per ricostruire il proprio film lipidico e questo porta i capelli ad essere ancora più grassi.

Betaine e tensioattivi delicati

Per cercare di rendere meno aggressivi i prodotti che contengono SLS e SLES, spesso vengono aggiunti dei tensioattivi più delicati, come le betaine (Cocamidopropyl Betaine, Coco-Betaine, etc), ottenute dall’olio di cocco e dalla betaina, un aminoacido che si trova nella barbabietola da zucchero.

Queste sostanze tendono a controbilanciare l’azione irritante e, per essere efficaci, nell’INCI di un prodotto devono essere posizionati nelle immediate vicinanze di SLS e SLES.

Altri ingredienti vegetali utilizzati a questo scopo sono i tensioattivi non ionici, come Coco-glucoside e altri grassi vegetali derivati da cocco, zucchero, etc.

PEG: sono composti sintetici,  di derivazione petrolifera (quindi molto inquinanti), vengono inseriti nei cosmetici emulsionanti per mescolare l’acqua con le sostanze grasse/oleose che in natura non legano.
Si riconoscono nell’INCI con il nome PEG.

Negli ultimi anni la cosmesi eco-bio ha cercato di trovare dei sostituti più sani per l’uomo e per l’ambiente, che non necessitino di sperimentazioni animali e che apportino reali benefici duraturi alla pelle. Queste alternative sono burri e oli vegetali.

Queste sostanze, a differenza dei petrolati, evitano la disidratazione e nutrono la pelle, ma non occludono i pori, perché penetrano nella cute attraverso il cemento che lega tra loro le cellule. Questo cemento è formato da sostanze grasse, esattamente come gli oli o i burri.

La scelta della sostanza più adatta noi deve essere fatta in base al nostro tipo di pelle. Ad esempio per le pelli grasse è indicato quello di jojoba, mentre per le pelli secche e disidratate sono perfetti quello di mandorle o di cocco.

Gli ingredienti utilizzati nei cosmetici sono innumerevoli, ma iniziando a leggere le etichette dei prodotti comincerete a notare la frequente presenza delle sostanze che vengono utilizzate più spesso, così che potrete iniziare a memorizzarle tra i componenti da preferire o da evitare.

In caso di dubbio, per poter comprendere se un ingrediente cosmetico è da considerarsi rispettoso o potenzialmente dannoso per l’ambiente o non particolarmente benefico per la nostra pelle, è possibile consultare il Biodizionario online, in cui sono stati catalogati oltre 4000 ingredienti cosmetici a seconda del loro livello di accettabilità.

Un abbraccio
Nirvana

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