Il latte è veramente il miglior alimento?

Dopo sale, zucchero e farina passiamo al latte animale.
Partendo dal fatto che il latte andrebbe consumato solo fino allo svezzamento e quello della propria specie, vediamo in dettaglio perché viene considerato uno dei veleni bianchi. 


L’uomo è l’unica specie al mondo che si nutre del latte di un’altra specie e per di più dopo lo svezzamento. Intorno ai due anni circa, si ha una progressiva riduzione dell’attività del “lattasi”, che è l’enzima adibito all’assimilazione del latte, fino ad arrivare all’età adulta in cui la sua azione è praticamente inesistente (riduzione di circa il 90-95%). Questo ovviamente porta ad una intolleranza più o meno grave che può sfociare con diversi effetti collaterali quali gonfiori, irritazione del tratto intestinale, coliche, allergie, ecc. In più c’è da aggiungere che, anche se fosse l’alimento più salutare della terra, il latte viene continuamente contaminato da antibiotici, ormoni della crescita, erbicidi, pesticidi e nonostante la sua sterilizzazione è ampiamente dimostrato che i germi continuano a sopravvivere.

Il latte è veramente il miglior alimento?

LATTE E OSTEOPOROSI

L’assunzione di latte costante e continua porta all’acidificazione dell’organismo, con conseguente indebolimento dei diversi organi che lo costituiscono e promozione delle malattie cronico degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, tumori, osteoporosi, ecc.) che affliggono in particolar modo il mondo occidentale.  
Per decenni ci hanno fatto credere che fosse una bevanda salutare ma il lattosio contenuto nel latte è uno zucchero che può essere mal digerito dal genere umano. 
Siamo l’unico mammifero che beve il latte anche dopo lo svezzamento con le conseguenti allergie e intolleranze al lattosio delle quali soffrono tantissime persone. 

All’assunzione del latte ha contribuito anche il luogo comune che faccia bene alle ossa e prevenga l’osteoporosi ma si ignora un fatto fondamentale: sicuramente il latte è ricco di calcio ma è un calcio che spesso il nostro organismo non riesce ad assimilare e va ad accumularsi nei reni con la possibilità di formare calcoli. 

Il latte è veramente il miglior alimento?

In alcune nazioni come la Malesia, dove si beve pochissimo latte, l’osteoporosi è del tutto inesistente, al contrario in altre nazioni forti consumatori di latte di mucca, come gli Stati Uniti e la Finlandia, la percentuale di osteoporosi è piuttosto alta.

Esistono tanti alimenti altrettanto ricchi di calcio tra cui verdure a foglia larga, cavoli, fagioli, cavolfiore, frutta secca oleosa (noci, mandorle ecc.) e soprattutto i semi di sesamo.
Questi ultimi pare contengano una quantità di calcio dieci volte superiore a quella contenuta nel latte. 

Il latte è veramente il miglior alimento?

CASEINA, LA PROTEINA DEL LATTE 


Il latte di mucca contiene pochi zuccheri ma molte proteine (soprattutto caseina) e grassi saturi, atti a strutturare ossa e muscoli del vitellino, il latte materno contiene invece poche proteine e grassi saturi e moltissimi zuccheri, atti a strutturare il sistema nervoso centrale.
Il latte materno umano contiene 40 milligrammi di caseina in un litro. Il latte bovino contiene il 400% in più di proteine rispetto a quello umano, e la caseina in questo caso è la proteina più abbondante (l’80%). 

Dunque il latte materno umano non è la stessa cosa di quello bovino. Non solo ha una quantità di proteine molto inferiore a quello di mucca, ma ha proteine completamente diverse da quelle bovine. In effetti, mentre il latte umano forma nell’intestino piccole masse soffici e fioccose che risultano di facile digestione, il latte bovino forma cagli grossi, grandi e spessi che l’organismo umano ha difficoltà a digerire.
Il latte ingerito diviene una massa mucillaginosa che si indurisce, aderendo a qualsiasi altra sostanza si trovi nel tenue, rendendo assai più difficile il funzionamento dell’organismo, inoltre produce muco che si attacca alle mucose ostruendone i condotti e congestionando gli organi interni del corpo.  

Condizioni delle mucche negli allevamenti 

CONDIZIONI DELLE MUCCHE NEGLI ALLEVAMENTI

E per ultimo, ma non meno importante, al contrario di quello che si vede nelle pubblicità, le mucche allevate per la produzione di latte non pascolano libere e felici nei prati, ma sono costrette a vivere una vita meccanica, ripetitiva, confinata in strutture dai rumori robotici e innaturali, create appositamente per poter mungere più facilmente il latte in continuazione. Questo avverrà almeno due volte al giorno, finché il loro corpo sarà in grado di sostenere questo ritmo serrato di produzione, che le porta a produrre fino a 60 litri di latte al giorno, contro i 4 che produrrebbe normalmente.  

Le mucche vivono confinate, senza alcun accesso ai prati, senza la possibilità di crescere i propri figli, precocemente strappati e avviati a un triste destino, spesso ferite, consumate e sfruttate fino allo sfinimento fino a che il loro corpo non cederà e verranno avviate al macello (raramente vivono più di quattro anni). L’unica fine possibile per le mucche sfruttate dall’industria del latte. 

L’IMPORTANZA DI SCEGLIERE UN’ALTERNATIVA VEGETALE AL LATTE VACCINO

Come se non bastassero la monotonia di una vita in trappola, figli persi e strappati per essere uccisi e sofferenze enormi che minano per sempre il corpo di questi animali, il latte è anche uno degli alimenti meno sostenibili al mondo. 

Un recente studio dell’Università di Oxford infatti ha dimostrato che l’impatto ambientale della produzione di latte è molto elevato sia per quanto riguarda le emissioni di CO2 che lo sfruttamento del terreno e il consumo di acqua.
Come spiega la BBC, “produrre un bicchiere di latte richiede 650 metri quadrati di terreno, circa 10 volte di più di quanti ne servano per produrne, per esempio, uno di “latte” di avena. Consumare un bicchiere di latte al giorno per un anno inquina tanto quanto guidare un’automobile a benzina per 941 chilometri e per produrlo sono necessari 125 litri di acqua (per un bicchiere di latte di mandorla ne servono 74 litri, per uno di “latte” di riso 54). Preferire una di queste bevande significa ridurre il consumo annuale di acqua di almeno ventimila litri”. 

Infatti il latte vaccino è facilmente sostituibile con le numerose bevande vegetali presenti oggi in commercio (avena, sorgo, soia, riso, cocco, miglio, ecc.). Le bevande vegetali non presentano questi effetti negativi imputati al latte animale e contengono i nutrienti necessari al nostro organismo senza incorrere in carenze nutrizionali in una dieta bilanciata.

Un abbraccio
Nirvana

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