Disturbi intestinali, cause e rimedi

Se riusciamo a capirne i segnali, il nostro intestino ci racconta il nostro stato di salute: gonfiore, dolore, stipsi sono alcuni messaggi che dobbiamo conoscere per ritrovare benessere e vitalità. 

Sicuramente alla base di ogni patologia intestinale ci sono errori alimentari, principalmente l’assenza di fibre, ma anche particolari stati emotivi. 
A seguire presentiamo i disturbi più frequenti 

foto dal web

Meteorismo

Il meteorismo è un accumulo di gas nello stomaco e nell’intestino, dovuto a fenomeni fermentativi nel tratto digestivo e si manifesta con gonfiore e aumento della tensione addominale, isolatamente o in associazione ad altri sintomi gastrointestinali. 
L’ingestione di grandi quantità d’aria (aerofagia) e la diffusione dal sangue al lume intestinale contribuiscono alla produzione di gas intestinali.  
L’aerofagia, in particolare, viene eliminata con le eruttazioni, ma può provocare senso di pienezza postprandiale e tensione addominale. 
L’eccessiva produzione di gas nel tubo digerente è influenzata dall’ingestione di cibi mal tollerati, al consumo di bevande gassate e dalla velocità del transito gastrointestinale (se lento, il meteorismo è più probabile). 
Il meteorismo, ad esempio, rientra tra i sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio: in concomitanza con l’assunzione di latte e derivati, si manifestano gonfiore e distensione addominale, diarrea, flatulenza e dolori addominali. 
Altre cause di meteorismo sono la disbiosi intestinale, la possibile conseguenza di infezioni, l’assunzione di antibiotici e altri farmaci, condizioni di stress e disordini alimentari.

Intestino pigro

L’intestino pigro non è altro che una condizione di rallentato transito intestinale provocata da una diminuzione della peristalsi intestinale, ovvero le contrazioni dei muscoli enterici che rivestono un ruolo chiave nell’assimilazione dei nutrienti contenuti nel cibo.  
Se tale meccanismo si modifica, si assiste ad un possibile rallentamento del transito intestinale con conseguente difficoltà nell’evacuazione, che diventa scarsa e irregolare, portando alla comparsa di una sintomatologia piuttosto fastidiosa che può condizionare la qualità della vita di chi ne soffre con gonfiore e dolore addominale, crampi, meteorismo.

Si presenta soprattutto quando viviamo periodi di intenso stress psico-fisico; prediligiamo uno stile di vita sregolato, incluse abitudini alimentari scorrette e una vita sedentaria; abusiamo di farmaci quali antipertensivi, antidepressivi e antiacidi; è presente un’alterazione della flora batterica intestinale o la sindrome del colon irritabile.

Sindrome dell’intestino irritabile

La Sindrome dell’intestino irritabile, che una volta veniva definita “colite spastica” o “colon irritabile”, si presenta tipicamente con un fastidio o dolore addominale, che migliora dopo l’evacuazione; l’intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra stipsi e diarrea. Le donne ne sono interessate in misura doppia rispetto agli uomini. 
Chi soffre di Sindrome dell’intestino irritabile spesso presenta sintomi anche di emicrania, ansia, depressione, fibromialgia, fatica cronica, cistite. 
Le cause sono molteplici e non è riconoscibile un singolo fattore scatenante.

Da un lato vi sono fattori psico-sociali, cognitivi ed emotivi; dall’altro fattori biologici, alterazioni della motilità del tratto digestivo, la sensibilità dei visceri, la percezione soggettiva del dolore, la flora batterica ed infezioni intestinali. A complicare il tutto vi possono essere anche intolleranze ed allergie alimentari, l’utilizzo cronico di farmaci (es anti-infiammatori, antibiotici) e lo stress, che possono avere un ruolo nel determinare e perpetuare la presenza dei sintomi. A livello intestinale c’è il cosiddetto “secondo cervello”, che è in continua comunicazione con il nostro “primo cervello”. Per questo motivo, molti degli eventi stressanti a livello psichico si riflettono sull’intestino, e viceversa (problemi addominali che causano stress psicologici).

Sindrome dell’intestino gocciolante

La Sindrome dell’intestino gocciolante  è un termine di recente introduzione, alla base di questa sindrome vi è l’ipotesi che l’origine di molte intolleranze alimentari, allergie e malattie autoimmuni dipenda dall’aumentata permeabilità intestinale. In pratica la parete intestinale non riuscirebbe ad opporsi in maniera adeguata all’ingresso di antigeni alimentari, tossine e patogeni nel circolo sanguigno. Come un rubinetto guasto che perde acqua, si verrebbero quindi a creare delle brecce nella mucosa intestinale, attraverso le quali proteine dal forte potenziale antigenico, tossine e patogeni possono penetrare nell’organismo. 
Ciò scatenerebbe una risposta immunitaria esagerata, si attribuiscono alla sindrome dell’intestino gocciolante sintomi come depressione, ansietà, sindrome da iperattività, dolori articolari e muscolari, mal di testa, stanchezza cronica, disturbi intestinali (intestino irritabile, costipazione o diarrea) e alterazioni tiroidee (ipotiroidismo).


Oltre alla nota funzione digerente, l’intestino rappresenta anche un importantissima linea di demarcazione tra il mondo esterno e quello interno, una sorta di barriera a cui è affidato il compito di distinguere tutto ciò che è utile o innocuo da ciò che è pericoloso. L’intestino, infatti, deve impedire a microrganismi patogeni, parassiti, tossine e antigeni alimentari di entrare nel circolo sanguigno. 


L’integrità delle cellule intestinali verrebbe minata dal persistere di uno stato infiammatorio cronico, legato a problemi di cattiva digestione, stress elevato e molti altri fattori. 
Tra le possibili cause della Sindrome dell’intestino gocciolante vi sarebbero in particolare: eccessi alimentari (con particolare riferimento all’abuso di zuccheri, cereali raffinati e derivati), inquinanti alimentari e tossine (es. micotossine), stress prolungato, terapie antibiotiche o cortisoniche prolungate, abuso di lassativi, disbiosi e sindrome da contaminazione del tenue.

foto dal web

Rimedi naturali

I rimedi naturali sono tanti e tutti mirati a ridurre i sintomi e il fastidio e cercare di riequilibrare l’intestino. I prebiotici (ad esempio frutto-oligosaccaridi, inulina) sono sostanze che possono andare a migliorare la composizione della flora batterica residente.

 
I probiotici, invece, si assumono allo scopo di stimolare la crescita di una flora intestinale “benefica” (ad esempio i Bifidobatteri).  

Nei casi in cui si presenti frequentemente il problema della stitichezza, oltre a ricordare l’importanza dell’assunzione di liquidi e della presenza costante e non sporadica di un livello minimo di attività fisica, è possibile anche assumere alcuni rimedi naturali per cercare di limitare il problema, come la tisana alla malva, i semi di psillio o i semi di lino. Questi rimedi ricchi di mucillagini possiedono proprietà lenitive in quanto esse, assorbendo acqua, possono creare un piccolo rivestimento protettivo alla mucosa e coadiuvare l’attività intestinale. 

Tisane di camomilla, tiglio, melissa, valeriana, menta sono utili in caso di colon infiammato in quanto queste erbe possiedono proprietà calmanti e lenitive sull’apparato intestinale. 
Semi di finocchio, di anice, di cumino benefici per l’intestino infiammato perché facilitano la digestione, prevengono la pancia gonfia e hanno proprietà antinfiammatorie. 
L’aloe possiede proprietà antinfiammatorie e sostiene la digestione e le funzioni epatiche.

Un abbraccio e a presto
Nirvana

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