Perché il nostro corpo stia bene iI fegato deve funzionare correttamente. Per questo è necessario liberarlo dalle scorie e aiutarlo a purificarsi e a rigenerarsi: questo si traduce in salute e benessere. Ecco perché, soprattutto in primavera, è utile affidarsi alla natura per disintossicarlo da eccessi alimentari o dall’abuso di farmaci.

Se stai cercando dei rimedi fitoterapici che, grazie alle sostanze presenti nelle piante, ti possano aiutare a velocizzare la depurazione del tuo fegato, qui di seguito ti parlerò di alcuni prodotti di fitoterapia specifici per la disintossicazione epatica.

CARCIOFO

È risaputo che l’estratto di carciofo aiuti parecchio nella depurazione del fegato. Molto utile per depurare il fegato con la sua azione protettiva, disintossicante, ipocolesterolemizzante ovvero inibisce la sintesi di colesterolo endogeno nel fegato e stimola l’eliminazione dello stesso colesterolo attraverso la bile;  

funzione coleretica, ovvero di stimolare la produzione di bile, la sostanza necessaria per la digestione dei grassi; 

funzione colagoga, ovvero di stimolazione di movimento della bile verso la cistifellea e verso l’apparato gastrointestinale. Per questo il carciofo viene utilizzato per prevenire la ricomparsa dei calcoli biliari in persone che ne hanno già sofferto. 

La sua nota fibra alimentare solubile (l’inulina) ed i suoi derivati dell’acido caffeico (come la cinarina ed i flavonoidi) sono conosciuti da secoli per la loro efficacia come disintossicanti del fegato. 

La tintura madre ti permetterà di assumere una dose concentrata di queste sostanze ed avere benefici nel breve-medio periodo.

Sai qual è l’etimologia del nome di questa pianta? Viste le sue antichissime origini, il nome deriva dal termine arabo kharshùf. 
Il suo nome scientifico invece, Cynara Scolymus, pare derivi dal mito greco e che prenda il nome dalla ninfa dai capelli color cenere, Cynara appunto, che avendo rifiutato l’amore di Apollo, venne trasformata dal dio nella pianta. Esattamente fu trasformata in un carciofo spinoso in modo tale da essere inavvicinabile da chiunque. 
Avendo però suscitato l’amore del dio, Cynara, mantenne i “poteri” che altro non sono quelli che oggi giorno possiede il carciofo. 

E proprio per questi “poteri” che questo ortaggio viene utilizzato, non solo in cucina, ma anche per depurare fegato e organismo. 

CARDO MARIANO

L’estratto di questa pianta erbacea presente in tutto il bacino del Mediterraneo impedisce che le sostanze tossiche penetrino nel fegato e che vadano a modificare la struttura delle cellule.  

L’impiego del cardo mariano è particolarmente valido in tutte le epatopatie in quanto accelera sensibilmente il processo di rigenerazione della cellula epatica. In caso di epatiti virali, la silimarina (principio attivo del cardo) limita l’adesione degli agenti virali alle cellule epatiche riducendo sensibilmente il danno parenchimale e i livelli di transaminasi. 

Grazie alle sue proprietà anti-epatotossiche è segnalata la sua azione protettiva deltessuto epatico dai danni causati dalle intossicazioni epatiche da agenti naturali o sintetici, e come coadiuvante in caso di cirrosi epatica ed epatiti. 
Come spesso avviene in fitoterapia è bene ricordare che, sebbene il principio attivo sia stato identificato ed ampiamente studiato, l’efficacia del Cardo mariano è da attribuire a tutto il fitocomplesso, ovvero a tutto l’insieme delle sostanze più o meno importanti contenute nell’estratto che ne rafforzano la bio-disponibilità nell’organismo e ne ampliano lo spettro d’azione. 

Alla pianta sono riconosciute anche buone proprietà amaro-toniche e coleretiche, che possono aiutare a migliorare i processi digestivi. 
Il Cardo mariano è dotato anche di proprietà antiemorragiche e debolmente spasmolitiche pertanto può essere impiegato in caso in caso di epistassi, meno-metrorragie. 
Questi principi attivi garantiscono così al tuo organismo, un’azione depurativa, diuretica e detossinante, per chi ha problemi di digestione, per ridurre il colesterolo, per pruriti ed eruzioni cutanee, per intolleranze e allergie, per chi soffre di ritenzione idrica, stipsi e stitichezza. 

TARASSACO 

Come depurativo risale alla medicina popolare ed è ancora oggi piuttosto diffuso. Alla pianta sono inoltre attribuite proprietà digestive,  toniche e coleretiche.
Oltre ad aumentare la secrezione biliare, il tarassaco stimola i processi di coniugazione delle sostanze tossiche, facilitando così l’eliminazione dei metaboliti dannosi per l’organismo e prevenendo la formazione dei calcoli biliari.
Inoltre le sostanze amare stimolano la  digestione; studi condotti su estratti ottenuti da radici e da foglie di  tarassaco hanno messo in evidenza una potenziale attività protettiva nei confronti del fegato (attività epatoprotettiva).
L’attività protettiva dai danni ossidativi esercitata dagli estratti del tarassaco sembrerebbe esercitarsi non solo nei confronti del fegato, ma anche nei confronti di reni e altri tessuti. 

Queste sono solo alcune delle piante amiche del nostro fegato e della nostra salute: quando i nostri organi, i nostri tessuti e le nostre cellule sono depurate e maggiormente nutrite riescono a svolgere al meglio le loro funzioni.

Un abbraccio,
Nirvana

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *