Abbronzatura e fototipo

Con l’inizio della bella stagione non possiamo rinunciare a stare all’aria aperta, prendere il sole ed abbronzarci.
Il sole, preso nel modo giusto, fa bene: dà energia, rilassa e stimola le endorfine (sostanze prodotte dal cervello con funzione analgesica ed eccitante) ma dobbiamo ricordarci di seguire semplici regole per abbronzarci in modo sicuro. Ci abbronziamo perché nel nostro derma è presente la melanina, un pigmento che viene prodotto in seguito all’esposizione solare come “barriera di difesa” ai raggi Uv.

Spesso quando scegliamo la crema solare pensiamo che prendendo una crema con Spf basso ci abbronziamo prima. Sbagliato! Dobbiamo scegliere la crema più adatta al nostro fototipo se non vogliamo fare danni. La pelle ha uno straordinario effetto memoria, se ci scottiamo con l’andare del tempo ne vedremo i segni.  Non proteggersi adeguatamente dal sole è un grosso rischio:  l’esposizione eccessiva ai raggi solari provoca l’invecchiamento precoce della pelle. Ma i raggi UV possono essere molto più pericolosi, poiché penetrando negli strati profondi del derma possono alterarlo, dando luogo ai famigerati tumori della pelle.

come funzionano le radiazioni solari

Come funzionano le radiazioni solari?

Il sole emette un’infinità di radiazioni luminose con una longitudine di onda differente, da molto corte a molto lunghe che si classificano in raggi cosmici, raggi di gamma, raggi X, raggi ultravioletti (UV), che sono formati dagli UVC, UVB e UVA, i raggi visibili, gli infrarossi e le onde radio. La parte più pericolosa delle radiazioni solari è filtrata dall’atmosfera. 
Due parti su tre di queste radiazioni arrivano sulla Terra, mentre i raggi cosmici, i raggi gamma, i raggi X e gli UVC sono incompatibili con la vita e non arrivano alla superficie. Le radiazioni che arrivano a noi (UVB, UVA, raggi visibili e infrarossi) hanno un’influenza sull’organismo. I raggi infrarossi emettono calore, sono quelli che provocano la sensazione di calore sulla pelle, al contrario degli UVB e UVA, che sono freddi e invisibili, che però esercitano un’importante azione biologica.  
I raggi UV ci raggiungono in tre forme diverse, ultravioletti A (UVA), ultravioletti B (UVB) e ultravioletti C (UVC).
Gli UVB fornisco alla pelle l’energia necessaria per produrre la vitamina D, ma sono anche responsabili delle scottature solari e dei danni diretti al DNA
Gli UVA producono la melanina ma contribuiscono anche a causare danni alla pelle, in particolare l’invecchiamento cutaneo prematuro.  
Gli UVC vengono bloccati dall’atmosfera terrestre e perciò non raggiungono la pelle. 
L’epidermide trattiene l’85% dei raggi UVB e solo il 15% arriva al derma. 
La quantità dipende dal periodo dell’anno, dalla latitudine e dall’ora del giorno. Sono questi fattori che fanno in modo che ci abbronziamo e ci “bruciamo”, che è un segnale di allarme naturale della pelle che sta a indicare un’eccessiva esposizione ai raggi UVB.  
Non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo al sole, perché ogni individuo ha una fotosensibilità propria, in base al suo fototipo. Il fototipo è la qualità di risposta di una persona ai raggi solari.

sei fototipi

Come conoscere il proprio fototipo?

Esistono sei fototipi determinati nella loro funzione per il colore della pelle, il colore dei capelli, la presenza o meno di lentiggini, la suscettibilità a soffrire di scottature o , al contrario, di sviluppare un’abbronzatura.  
Fototipo I: pelle molto chiara (lattea); si scotta sempre sotto il sole, non si abbronza mai, è solita avere molte lentiggini. 
Fototipo II: pelle chiara, si scotta sempre sotto il sole, può acquistare un leggero colorito, è solita avere molte lentiggini. 
Fototipo III: pelle abbastanza chiara, si scotta di frequente sotto il sole, è solita sviluppare un’abbronzatura da chiara a media, può avere lentiggini. 
Fototipo IV: pelle olivastra, raramente si scotta al sole, acquista sempre un’abbronzatura scura, non ha lentiggini. 
Fototipo V: pelle scura, non si scotta mai al sole, acquista un’abbronzatura scura, non ha lentiggini. 
Fototipo VI: pelle nera, non si scotta mai, non ha lentiggini. 

raggi UV

Perché ci abbronziamo? 

L’abbronzatura si sviluppa essenzialmente a causa dei raggi UVB sotto il sole “naturale”. È un meccanismo di adattamento, di difesa della pelle contro l’aggressione che il sole rappresenta, ma non è per niente uno scudo impenetrabile.  
L’esposizione solare attiva i melanociti, che sono quelli che producono la melanina per difendersi dall’aggressione solare. La melanina viaggia attraverso la superficie della pelle. Parallelamente, la pelle si ingrossa (aumenta lo spessore della capa cornea), ciò che porta ad un effetto di protezione che si unisce a quello della pigmentazione. 
Si deve notare che i raggi solari UVA portano una pigmentazione immediata, che dura poche ore, in modo che più che “abbronzato” si possa parlare di una “ossidazione”, visibile subito dopo l’esposizione solare. I raggi UVB sono gli unici responsabili della “vera” abbronzatura, che compare tra i due e i tre giorni dopo l’esposizione e che dura un massimo di tre settimane. 
Il sole è la fonte di tutta l’energia, ed ha molti benefici, dall’attivazione della fotosintesi allo stimolo della produzione di vitamina D negli esseri umani.  
Siamo sempre stati messi in guardia dai raggi solari come se fossero un mostro cattivo, la verità è che, se recepiti correttamente, essi hanno molti più effetti positivi che negativi.

I benefici del sole 

Innanzitutto la luce solare ha un effetto terapeutico sulla salute mentale e sul benessere dato dalla visibilità e dal senso di calore. I raggi UVA stimolano la pelle a produrre vitamina D, necessaria per la normale ricomposizione, crescita e rigenerazione del tessuto osseo. Se i livelli di vitamina D nel corpo sono bassi le ossa non hanno abbastanza calcio e si indeboliscono. Gli studi più recenti suggeriscono che molte persone non assorbono quantità sufficienti di vitamina D attraverso il cibo o non ne assorbono abbastanza dall’intestino, avendo così bisogno della stimolazione del sole per raggiungere livelli soddisfacenti. Prendere il sole moderatamente può anche aiutare a prevenire diversi tipi di cancro come il cancro al seno, al colon e alla prostata. L’abbronzatura della pelle non è solo un effetto estetico ma accade per una ragione ben precisa. I raggi UVA stimolano i melanociti della pelle a produrre più pigmento marrone, la melanina. La melanina in più proteggerà la pelle dai rischi dell’esposizione solare e renderà tollerabile maggior quantità di sole prima che possa fare danni.

protezione solare

I pericoli derivanti dal sole

L’effetto più visibile di una prolungata esposizione al sole è il bruciore sulla pelle causato dai raggi UVB. Ciò è dovuto alle cellule immunitarie della pelle che rilasciano istamina, la quale causa la dilatazione dei vasi sanguigni e altri sintomi di infiammazione acuta. Alcune cellule sono talmente lese dalla luce solare che arrivano alla morte, facendo spellare lo strato superiore della pelle. La troppa esposizione solare può anche causare la comparsa di macchioline marroni nel corpo, la lentigo senilis, e può portare a un tipo di cancro, il carcinoma. In passato si pensava che i cancri della pelle fossero causati solo dai raggi UVB ma recentemente si è scoperto che è l’intero spettro dei raggi ultravioletti a determinarne la causa. Perciò anche l’abbronzatura artificiale con solo raggi UVA può essere pericolosa. La troppa esposizione solare velocizza il processo di invecchiamento della pelle e ne causa cambi permanenti. Le rughe si moltiplicano e si fanno più marcate, i vasi sanguigni della pelle tendono a dilatarsi permanentemente, dando alla pelle un colore perennemente rosso, e alcune zone dell’epidermide presenteranno ispessimenti irregolari o anormali. 

Come evitare gli effetti negativi e beneficiare solo di quelli positivi 

Il modo migliore per godere solo degli effettivi positivi ed evitare gli effetti negativi del sole sulla pelle, è un’esposizione solare moderata e una certa accortezza nel coprirsi tutte le parti del corpo quotidianamente. Il tempo di esposizione di una pelle nuda al sole può variare considerevolmente dal tipo di pelle, dal colore e dallo spessore di essa. Quando si va al mare per la prima volta 10-15 minuti di esposizione su pelle nuda saranno abbastanza. 

Un abbraccio,
Nirvana

 
 

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