Allergia ai pollini

Sempre più persone soffrono di problematiche allergiche. Questo è un dato sotto gli occhi di tutti nella vita quotidiana, confermato anche da statistiche nazionali che mettono le allergie al terzo posto tra le patologie croniche più frequenti, con un trend di crescita in continuo aumento.

Genericamente parlando, un’allergia può essere definita come la risposta “esagerata”, dell’organismo nei confronti di sostanze denominate allergeni (presenti negli alimenti o nell’ambiente) che pur essendo di per loro innocue, vengono riconosciute dal sistema immunitario come estranee o nemiche. 

Allergia al polline

La reazione allergica causata dall’inalazione dei pollini si presenta con ricorrenza stagionale, in corrispondenza del periodo di pollinazione caratteristico per ogni specie responsabile dell’allergia. 

Per questo motivo bisogna conoscere quali sono gli antigeni pollinici che  rendono suscettibile, dove sono localizzate nel territorio le piante che li producono e quali sono le conseguenze allergiche che ne possono derivare. 

Chi è allergico ha la tendenza ad iper-produrre IgE specifiche verso antigeni comunemente innocui .
Nel caso specifico dell’allergia ai pollini, la reazione atopica del sistema immunitario è provocata da antigeni presenti sui granuli pollinici, che innescano un processo dopo l’esposizione all’allergene e l’interazione antigene-IgE. 

Il polline  è liberato, a scopo riproduttivo, durante la stagione della fioritura. Le piante  disperdono nell’aria un’ingente quantità di granuli pollinici leggeri ed aerodinamici, affinché raggiungano e fecondino i gameti femminili della stessa specie.  

L’allergia ai pollini si presenta con un complesso di sintomi clinici (oculari, nasali e bronchiali), che occorrono con periodicità stagionale, più frequentemente in primavera e in autunno.
Le manifestazioni della pollinosi comprendono la rinite allergica e l’asma bronchiale, strettamente associate;  numerose evidenze dimostrano, infatti, che asma e rinite possono essere considerate espressioni cliniche diverse di un unico processo a carico delle vie respiratorie (naso e bronchi). 

Distinguiamo le varie tipologie di allergia al polline

In base al periodo di comparsa dei sintomi, in Italia si distinguono allergie ai pollini: 

 Precoci, pre-primaverili: correlate alla presenza di piante con fioritura da dicembre a maggio e alle pollinosi emergenti. 

 Primaverili-estive: le più frequenti, da sensibilizzazioni verso piante con fioritura tra aprile e settembre. 

 Estivo-autunnali: più rare, provocate da piante con fioritura nei mesi di agosto e settembre. 

L’esordio, l’intensità e la durata dei sintomi delle allergie ai pollini dipendono principalmente dalle variazioni delle concentrazioni polliniche presenti nell’atmosfera.
Le manifestazioni a carico degli occhi si associano di regola ai sintomi nasali, anche se talora possono presentarsi singolarmente.
I sintomi possono scomparire rapidamente in modo brusco e repentino, proprio come si sono presentati, ma talvolta persistono per tutto il tempo in cui si è esposti agli allergeni. 

I sintomi delle allergie ai pollini

Sintomi che compaiono a carico degli occhi: lacrimazione profusa, prurito alle congiuntive, che appaiono arrossate e edematose, fotofobia (fastidio alla luce). 

Sintomi respiratori leggeri: la pollinosi si manifesta con: starnuti ripetuti, prurito in corrispondenza del naso o del palato, secrezione abbondante, congestione, con sensazione di naso chiuso, riduzione dell’olfatto. 

Sintomi respiratori più gravi: associati alla progressiva evoluzione della rinite allergica in asma comprendono difficoltà respiratoria, associata ad un senso di costrizione toracica, tosse secca e stizzosa, sibili intratoracici, crisi di tipo asmatico

Altri sintomi che possono insorgere in associazione alla comparsa dell’allergia ai pollini sono: cefalea frontale, senso di malessere generale, sensazione di stanchezza e difficoltà di concentrazione, manifestazioni cutanee (orticaria o dermatite). 

È necessario assumere antistaminici?

Le classi di farmaci maggiormente utilizzate in tal senso sono gli antistaminici, gli stabilizzatori di membrana, i β2 stimolanti/adrenergici, i cortisonici e gli antileucotrienici.
Gli antistaminici, sia di prima che di seconda generazione, presentano numerosi effetti collaterali: la sedazione, che limita fortemente la qualità di vita del paziente, è uno di questi; l’effetto “rimbalzo”, all’interruzione del farmaco, è un altro, molto comune.
Altri effetti collaterali sono: dolori gastrici, secchezza delle fauci, delle mucose nasali e della gola, vertigini, nervosismo, irrequietezza ed aumento di peso, per non parlare del rischio di una forma di aritmia che può evolvere in quella che viene chiamata “torsione di punta”, un’aritmia potenzialmente letale. 

Ricchi di effetti collaterali sono anche gli stabilizzatori di membrana: broncospasmo, tosse, affanno, edema laringeo, tumefazione e dolori articolari, angioedema, mal di testa, rushes cutanei, nausea, sapore cattivo in bocca, oltre al fatto che risultano insufficienti per contenere i sintomi se utilizzati da soli e necessitano perciò dell’associazione con i cortisonici e/o gli antistaminici. 

I cortisonici, purtroppo ampiamente utilizzati per la loro efficacia nel “mascherare” i sintomi, danno, ahimè, ritenzione idrica, gonfiore del viso, aumento della peluria, insonnia, aumento dell’appetito. 

L’approccio naturale

Dato il forte disequilibrio della bilancia immunitaria, caratteristico dei soggetti allergici, unitamente allo stato infiammatorio generale, la strada percorribile, con un valido approccio naturale, punterà prima di tutto sul riequilibrio del sistema immunitario con un’azione immunomodulante, unitamente al mettere in atto una generalizzata attività antinfiammatoria e un’azione naturale diretta nei confronti dell’eccessiva produzione di istamina, con l’obiettivo di: 

  • diminuire la reattività generale dell’organismo nei confronti delle sollecitazioni da parte degli allergeni, rendendo la fase sintomatica sempre meno probabile; 
  • dare sollievo ai sintomi locali (di asma, rinite o congiuntivite allergica), nel caso in cui questi si manifestino, evitandone il peggioramento. 

Alcune sostanze presenti in natura possono aiutarci a contrastare i disturbi legati all’allergia al polline aiutando il nostro organismo ad affrontare meglio il cambio di stagione. Vediamo quali sono le più efficaci: 

Quercitina: rimedio di grandissima utilità nelle problematiche allergiche di varia natura. Si può definirla prima di tutto un antistaminico naturale, con in più una spiccata azione antinfiammatoria ed antiossidante. La Quercitina compie sia un’azione immediata (utilissima per alleviare i sintomi allergici acuti innescati dall’intenso effetto irritante provocato dall’istamina), sia a lungo termine, ostacolando infatti la cronicizzazione dell’allergia.  

Rutina: glucoside della Quercitina, rappresenta anch’essa uno straordinario aiuto di fondo per abbassare la reattività dell’organismo nei confronti degli allergeni. 

Ribes nero: gli estratti di Ribes nero sono ricchi di antociani e di polifenoli (rutina e isoquercitina), con un ruolo fondamentale nell’inibire la risposta allergica infiammatoria, e di principi attivi di natura steroidea, ritenuti possedere un effetto cortisone-simile, con una conseguente azione antinfiammatoria fisiologica, priva di effetti collaterali. 

Piantaggine: viene principalmente usata, per via interna, per allergie ed infiammazioni, risultando utile nel trattamento dei processi flogistici in particolare a carico dell’apparato broncorespiratorio.  

Vitamina C: questa vitamina si rivela essere un valido alleato anche contro i sintomi delle allergie. Infatti, aiuta a sostenere il nostro sistema immunitario nelle reazioni contro i pollini e diminuisce l’alterazione delle mucose nasali.  

Omega 3: gli acidi grassi hanno un forte potere antinfiammatorio sulle nostre membrane cellulari. Questa protezione fornita dagli omega 3 potrebbe rendere il processo di reazione al polline più lieve per il nostro organismo attenuando così anche i sintomi. 

 Il Manganese: è in oligoterapia l’elemento specifico per la diatesi allergica, e svolge un’importante azione desensibilizzante.

Un abbraccio,
Nirvana

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